I Baci sono anche sonori. Il famoso brand di cioccolatini, che da oltre un secolo regala frasi da innamorati, ha lanciato l’edizione 2025 con i cartigli da ascoltare. L’esperienza del Bacio è multisensoriale: a ciò che vedo, tocco, assaporo, percepisco con l’olfatto, si aggiungono le abituali sonorità della carta che si scarta, del crepitio del cioccolato che si spezza sotto la pressione dei denti e della nocciola che, spogliata, cede. Ma ora si può anche ascoltare e condividere una voce che porta un messaggio legato all’amore.
Lascio i cioccolatini nella scatola (sono mortalmente allergica alle nocciole) e mi chiedo: ma se i Baci fossero luoghi del Piemonte, quali parole sarebbero evocative delle loro sonorità?
Anche i luoghi si raccontano attraverso il suono. Ogni luogo ha un’identità sonora unica, fatta di rumori che diventano memoria, di voci che intrecciano storie, di paesaggi che parlano a chi sa ascoltarli. Viaggiare non è solo vedere, ma anche sentire: significa lasciarsi attraversare dai suoni di una città, dal respiro della natura, dalle parole sussurrate nei vicoli. Sentire è un atto di empatia, un modo profondo di connettersi a ciò che ci circonda. Perché ciò che ascoltiamo davvero lascia un segno, si imprime nei ricordi e non ci abbandona: si può dimenticare un’informazione, ma scordare un’emozione è più difficile, perché ciò che tocca le corde del cuore tende a restare e continua a vibrare nel tempo.
Torino: il suono della storia sotto i portici. Passeggiare sotto i portici torinesi significa entrare in un flusso di suoni che raccontano il carattere elegante e discreto della città: il passo ovattato sulla pietra, il fruscio di un libro sfogliato, il tintinnio delle tazzine nei caffè storici. Poi c’è il Po, che scorre lento, come la vita nei quartieri più autentici. Il turista che si ferma ad ascoltare scopre una Torino che non è solo immagini da cartolina, ma un dialogo costante tra passato e presente. Dovessi incartare Torino come un Bacio, non avrei dubbi: sceglierei una frase di Guidi Gozzano!
Langhe e Monferrato: il battito della tradizione. Tra le colline delle Langhe e del Monferrato, il paesaggio sonoro è scandito dalla natura e dalle tradizioni, in estate la vendemmia mescola chiacchiere e canti, in autunno i mercati riecheggiano le voci di chi contratta il prezzo dei tartufi. Ma c’è un suono che qui è storia e identità, è il battito che segna il ritmo della comunità: è il colpo secco della palla pugno e del tamburello a muro. Il tamburello a muro scandisce pomeriggi di sfide antiche e per il viaggiatore curioso, fermarsi a bordo campo, significa entrare in una narrazione sonora che racconta il carattere fiero e giocoso di queste terre che risuona tra i muri delle piazze. E c’è di più! Grazie al progetto “True sounds. Suoni dal cuore del Monferrato” di cui sono autrice, il tamburello a muro è un’esperienza “vera” con tanto di maestro e calice di vino.
Stresa e il Lago Maggiore: il silenzio che racconta. Sul Lago Maggiore l’esperienza sonora è un viaggio tra natura e storia. Qui l’acqua parla: sciaborda contro le barche ormeggiate, si infrange delicatamente sui muretti delle isole Borromee, trasporta il suono ovattato dei motoscafi che portano i turisti tra ville e giardini. A Stresa il vento si insinua tra le palme e i balconi liberty, mentre ogni sonorità gareggia con il canto dei gabbiani. È un paesaggio sonoro che invita alla contemplazione, perfetto per chi cerca un turismo lento, fatto di ascolto e dettagli.
Cuneo e le Alpi Marittime: il respiro della montagna. A Cuneo Il vento soffia tra i vicoli del centro storico, si infila tra i pilastri di Piazza Galimberti e si porta via le chiacchiere dei passanti, il vociare allegro dei bambini che giocano. Salendo verso le Alpi Marittime, il paesaggio sonoro si fa più essenziale: il crepitio della neve sotto gli scarponi in inverno, il suono limpido dei torrenti in estate, il richiamo dei rapaci che tagliano il cielo sopra le valli. Per chi ama l’outdoor, è un’esperienza immersiva dove la natura non si guarda soltanto, ma si ascolta. il suono della montagna accompagna ogni passeggiata.
Novara: il ritmo delle risaie. Nella pianura novarese il paesaggio è un’orchestra naturale che cambia con le stagioni. In primavera le risaie diventano specchi d’acqua dove il vento lascia il suo sussurro interrotto solo dal gracidare delle rane. In estate il fruscio del riso maturo accompagna le giornate, mentre nei centri storici il suono delle campane, come quelle di San Gaudenzio, scandisce il tempo, ricordando che ogni città ha il suo battito. Il turista che si sintonizza con Novara si accorge che qui il viaggio è anche un’esperienza ritmica, fatta di suoni legati alla terra e al lavoro.
Un cartiglio dei Baci Perugina recita: “Come sentiamo, così vogliamo essere sentiti” (Hugo von Hofmannsthal).
I turisti innamorati di un luogo non si limitano a vederlo: lo ascoltano. Così come un cioccolatino racchiude un messaggio da leggere e ora da sentire, ogni città vuole essere sentita e porta con sé una melodia fatta di voci, echi e rumori che la rendono unica. Basta fermarsi, chiudere gli occhi per un istante e lasciare che sia il suono a raccontare.
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ViA(E) , Casa Martini , Via del Romanico , Gesso , Leone Lodi , ValBormidaExperience
